IL 13° MUNAY-KI

Rito del Grembo

Il Rito del Grembo fa parte della tradizione Munay-Ki, una via sciamanica di origine Sudamericana. È stato ricevuto e successivamente diffuso da Marcela Lobos e, via via, da tutte le Custodi del Grembo (Womb Keeper) del mondo.
Viene trasmesso in sorellanza, singolarmente o in incontri di gruppo, rigorosamente come dono (salvo coprire eventuali spese di affitto o spostamento). Ricevendolo si diventa Custodi, si può quindi donarlo a propria volta.
È un rituale di purificazione da credenze, emozioni e vissuti negativi, conflittuali e limitanti – personali ed ereditati dal proprio lignaggio femminile – che finiscono per cristallizzarsi nel corpo. È un prezioso strumento di riconnessione all’energia che abita il nostro grembo, di armonizzazione e potenziamento di essa. Questo vale per tutte le donne, a prescindere dall’età e dal fatto che si siano sottoposte o meno a operazioni (a utero, ovaie ecc.) o a qualunque altra terapia medica e farmacologica.

Arianna De Micheli è Womb Keeper ed è disposizione per trasmettere il Rito, puoi scriverle a arianna@tendarossadelledonne.com oppure chiamarla al 331 8675048.
Qui racconta la sua esperienza.

Rito del Grembo
Ricordo perfettamente l’atmosfera sospesa e potente di quando ho ricevuto il Rito del Grembo per la prima volta. Mi sono sentita abbracciata dalla presenza di un numero infinito di donne, assieme a quelle fisicamente presenti. Arrivavano da tempi e spazi diversi, lungo una spirale che supera i concetti di presente, passato e futuro. Mi sono sentita accompagnata, sostenuta, festeggiata: per me, una magia!

Mi emoziona trasmettere il rito, saperlo accessibile a chiunque. È un privilegio incontrare donne pronte ad affrancarsi da quelle memorie emotive e fisiche di dolore e paura, anche ereditate, che le limitano e appesantiscono. Desiderose, spesso, di mettersi a loro volta al servizio delle loro sorelle. L’utero è una coppa alchemica, un Graal, da cui scaturisce il nostro potere personale, la nostra creatività (e fertilità!) e la saggezza antica di un intuito che ci connette alla parte più profonda di noi e alla Fonte stessa della Vita.

Siamo tutte semi, spore, che diffondono questo rituale di guarigione individuale che, tuttavia, è sempre anche collettiva. Un inarrestabile “contagio” di libertà e amore.

 

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